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Arboricoltura da legno e biomassa

Attività in breve...

Si approfondiscono le conoscenze riguardanti l'influenza esercitata dalle caratteristiche genetiche, dai fattori ambientali e dagli interventi colturali sull'accrescimento e sulla produzione dei pioppi. In particolare si individuano il materiale idoneo all'impianto, le modalità di messa a dimora e le spaziature più vantaggiose nell'allevamento in vivaio, nella coltivazione in piantagione tradizionale e in piantagioni da biomassa. Il modello colturale viene adattato alle caratteristiche clonali e stazionali, nonché al tipo di assortimenti da produrre in relazione alle esigenze delle industrie utilizzatrici.

La pioppicoltura tradizionale si sviluppa in ambiti territoriali dalle caratteristiche produttive molto differenti tra loro: zone prossime alle aste fluviali, terreni ex-agrari e terre marginali. Tale attività colturale si inserisce negli ordinamenti produttivi di aziende agricole aventi diverse dimensioni e talvolta è praticata da imprenditori non agricoli. A questa già ampia gamma di situazioni va ad aggiungersi la variabilità del modello colturale adottato: dal più estensivo, utilizzato nelle zone marginali o dagli imprenditori non agricoli, a quello molto intensivo, delle aziende pioppicole specializzate. I diversi fattori ambientali e i vari modelli colturali influenzano in maniera notevole gli accrescimenti e le produzioni sia in termini qualitativi che quantitativi.

La coltivazione del pioppo prevede due fasi ben distinte: l’allevamento in vivaio e la coltivazione in piantagioni specializzate. Il vivaio ha come scopo quello di produrre pioppelle di sviluppo equilibrato, vigorose e sane, con buone riserve nutritive tali da essere ottimo materiale di partenza per una pioppicoltura di qualità. In genere questa coltivazione viene effettuata presso aziende vivaistiche specializzate, più raramente presso le aziende pioppicole. Le piantagioni specializzate fino a pochi anni fa comprendevano essenzialmente i pioppeti con densità tra 250 e 330 piante ad ettaro; ultimamente, grazie ai contributi regionali, hanno cominciato a diffondersi anche impianti con densità più elevata da 1.100-1.300 fino a 8.000-14.000 piante ad ettaro, da destinare rispettivamente a cellulosa (turno di 5-6 anni) o all’industria dei pannelli ricostituiti e agli impianti energetici (turni di 1-3 anni). La coltivazione di queste piantagioni, in Italia, viene effettuata con criteri di tipo agronomico consentendo di ottenere produzioni elevate in tempi rapidi ma richiedendo, nel contempo, notevoli investimenti di capitale.
Obiettivi e linee programmatiche generali
Gli studi in questo ambito hanno lo scopo di individuare le tipologie colturali più idonee a rispondere alle esigenze di carattere tecnico, economico ed ambientale di volta in volta espresse dal sistema pioppo, tenendo conto degli indirizzi di sviluppo delimitati dalle politiche territoriali e dalla legislazione inerente al settore. Gli obiettivi generali sono i seguenti:

  • perfezionamento delle tecniche di coltivazione del vivaio e del barbatellaio ed ottimizzazione dell’impiego delle macchine operatrici;
  • razionalizzazione del modello colturale per gli impianti di Short Rotation Forestry per la produzione di biomassa, in particolare per quanto riguarda la meccanizzazione;
  • valutazione ecologica ed economica sulla sostenibilità degli impianti di Short Rotation Forestry per biomassa ad uso energetico;
  • verifica, per i cloni di nuova selezione, dell’applicabilità delle tecniche colturali acquisite; riduzione dell’impatto ambientale (suolo e falda) della pioppicoltura tradizionale;
  • riduzione dell'impatto ambientale (suolo e falda) della pioppicoltura tradizionale.


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Personale Progetti IN CORSO () e conclusi ()
Ricercatori
Facciotto Gianni

Assegnisti/Borsisti
Bergante Sara

Collaboratori tecnici
Bellan Sergio 

BIOSEGEN
Filiere innovative per la produzione di biocarburanti di seconda generazione da residui agricoli ed agroindustriali e colture da biomassa
RIGELAFOR
Valorizzazione delle aree marginali della fascia meridionale della Provincia di Caltanissetta mediante interventi di riqualificazione ambientale e riforestazione produttiva
SUSCACE
Aspetti tecnici, economici ed ambientali delle piantagioni per la produzione di biomassa legnosa
BIOENERGIE (Bioenerlegno)
Energie da biomasse agricole e forestali: miglioramento e integrazione delle filiere dei biocarburanti e della fibra per la produzione di energia elettrica e termica
CARBOSTOP
Valutazione degli effetti di una conversione a SRF di aree agricole soggette a subsidenza nel territorio di competenza del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo, con conseguente riduzione dell'emissione di CO2 sui terreni interessati e costruzione di una filiera bioenergetica interessata
CRPV
Filiere agroenergetiche
ENERSICILIA
Colture dedicate alla produzione di biomasse per scopi energetici in Sicilia
FAESI
Produzione di biomasse lignocellulosiche in ambienti caldo aridi con colture dedicate
MOPROLEGNO
Modelli colturali per le piantagioni legnose in pianura
NOCCIOLO (Pota e Recicla)
Ecosostenibilità della potatura meccanica del nocciolo e convenienza al recupero delle biomasse prodotte
NURSE
Tecniche di allevamento del pioppo in vivaio
PANACEA
Progetto agricoltura non alimentare - Colture energetiche alternative
PIOPMIC
Pioppicoltura a minore intensità colturale
POPCULT
Tecniche di coltivazione del pioppeto
RI.SELV.ITALIA Sub task 2.3.1
Produttività delle specie: prove di SRF con pioppo e salice.
Area 2 ‘Produzione di legno fuori Foresta’
sottoarea ‘Biomasse Legnose a uso energetico e industriale’
RI.SELV.ITALIA Sub task 2.3.4
Meccanizzazione dell’impianto di SRF di pioppo e salice.
Area 2 ‘Produzione di legno fuori Foresta’
sottoarea ‘Biomasse Legnose a uso energetico e industriale’
SALPIO (Vai al minisito...)
Valutazione di nuove costituzioni di salice e di pioppo per uso energetico